LUOGHI MAGICI SOTTO I MARI
Mi trovo su una barca poco al
largo dell’isola d’Elba, vicino alla sua costa orientale. Ancora qualche minuto
e mi immergerò nell’acqua fredda. Il fondale è basso, ricoperto quasi
interamente da mucchi di alghe, sembrano tanti ciuffi di lana verde. Io e la
mia collega dobbiamo immergerci per scattare delle foto ravvicinate ad un
relitto, una nave mercantile affondata nel 1977. L’acqua è limpida, quasi
riesco a intravedere il relitto tra le alghe. Aggancio le bombole d’ossigeno
alla muta, prendo la macchina fotografica, una Nikon subacquea professionale,
metto la maschera e mi tuffo, inghiottita dall’acqua che diventa più scura e
fredda man mano che scendo. Essendo autunno, la temperatura è minore di venti
gradi. Appena riesco ad aprire gli occhi, vedo intorno a me tanti piccoli
pesciolini che scappano in ogni direzione, spaventati dal rumore. A questo
punto, tutto intorno regna la calma; è questo che amo delle immersioni, quel
silenzio, quella quiete quasi magica che si prova nell’acqua, e lì mi sento a
mio agio, in pace, la mente libera da ogni pensiero, sembra quasi di volare. Lo
spettacolo intorno a me è già bellissimo, ma per finire il mio lavoro dovrò
scendere ancora più in profondità, perché il relitto si trova a circa venti
metri. Comincio a sentire una leggera pressione nelle orecchie, ma dopo un po’
di tempo che faccio immersioni, mi ci sono abituata, quindi non mi fermo e
continuo a scendere, quando finalmente, eccolo! E’ abbastanza lungo, saranno
circa cinquanta metri, ma è difficile da dire con esattezza perché le assi di
legno sono quasi tutte spezzate e le lastre di metallo arrugginite e
accartocciate. Tutto intorno la vista è mozzafiato: vicino alla nave si
accalcano pesciolini blu- argentei che sembrano quasi brillare, e sul fondale
dei pesci pulitori, con grandi pinne e il corpo triangolare, filtrano la sabbia
tra le alghe, ma quello che si distingue di più è molto più piccolo, con la
coda a striature rosse , le pinne verdi, la testa giallo brillante e il corpo
di una magnifica sfumatura blu- viola quasi pigmentata, sembra un piccolo
arcobaleno vivente. Vorrei rimanere più tempo ad ammirare queste meraviglie, ma
ho un compito da portare a termine, e le bombole d’ossigeno non durano per
sempre. La mia collega, Francesca, una vecchia amica di quando andavo a scuola,
ha già iniziato a scattare le sue foto. Mi addentro di qualche metro nel
relitto, ma non c’è molto da vedere, perché tutto è buio e coperto da uno
spesso strato di alghe. Scatto una foto, il click della macchina fotografica è
quasi impercettibile, ma il flash riesce comunque ad intontire i pesci che mi
nuotano intorno. A questo punto, a malincuore, sono pronta a risalire in
superficie, ma rimarrà per sempre il ricordo di questi luoghi magici.

